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“Ma siamo sicuri che intervenendo magicamente si raggiunge il risultato desiderato?”

“MA SIAMO SICURI CHE INTERVENENDO MAGICAMENTE, SI RAGGIUNGE IL RISULTATO DESIDERATO?”

Credo che tra le tante domande che ricevo, questa sia in assoluto, la più ricorrente.

E’ una domanda comprensibile e logica, ma la risposta non può e non deve essere così semplice; tenterò di spiegarne le ragioni.

1) un desiderio, per quanto sentito nell’intimo e nella totalità del proprio essere, non sempre rappresenta la soluzione di tutti i problemi del richiedente. Il desiderio è, per sua natura, uno stato d’animo per cui si prova incompletezza e malessere, appunto perchè si desidera e non si accetta la realtà in cui si vive. Inoltre, in questi casi, non si tratta di un desiderio che sia, per così dire, “migliorativo” della propria situazione esistenziale, ma si vuole uscire da uno stato di malessere intenso, talvolta un vero e proprio incubo, e si è disposti “ad arrampicarsi anche sugli specchi” o di ottenerne la realizzazione “costi quel che costi”. Queste ultime espressioni ricorrono spesso in casi simili.

2) si ritiene che se si è stati totalmente inadeguati e impotenti nel riuscire con i propri mezzi a risolvere la propria situazione di malessere, ci si può rifugiare comodamente nell’idea semplicistica che ad aggiustare tutto, ma proprio tutto, ci pensi la Magia e si viene subito al punto con domande del tipo “Quanto mi viene a costare?” Come se risolvere un problema che Dio, o l’Esistenza o il Destino (comunque lo intendiamo a seconda di quanto crediamo) ci impone per il miglioramento di noi stessi, voglia dire risolvere la cosa come “una questione di soldi”.

Va capito una volta per tutte che la Magia è specchio della Vita stessae non rappresenta una violenza su di essa. Non possiamo quantificare in danaro una prova, un problema che la Vita ci propone o ci impone. Ecco allora scattare subito la seconda domanda che è il titolo stesso di questo articolo: “Ma siamo sicuri di farcela?….” Io vedo in questo tipo di atteggiamenti una prova provata di quanto tutti noi siamo accecati dalla folle idea di questo Secolo dei Consumi: se spendo“devo” essere soddisfatto, costi quel che costi. Ma questo ragionamento può andare bene per l’acquisto di un oggetto o di un bene terreno. “Quanto mi viene a costare una Ferrari?…Ma siamo sicuri che potrò viaggiare a oltre 300 km all’ora?….” (“e magari farla finita una volta per tutte con la vita?”, aggiungo io…). In Magia le cose vanno in modo assolutamente differente perchè la Vita non è consumismo e i nostri problemi (a meno che uno non sprechi un’intera esistenza sognando  di essere felice solo ed esclusivamente il giorno in cui vincerà il Superenalotto) non riguardano oggetti. Com’è noto, si ricorre quasi sempre a un Mago per questioni sentimentali, per far ritornare la persona amata o costringere qualcuno ad amarci come noi vorremmo esattamente che facesse. Se è vero che GIA’ questo fa chiaramente capire che l’Amore si è andato a far benedire e che il nostro agognato oggetto d’amore si è appunto ridotto ad essere quello che le nostre brame e le nostre paure lo hanno reso: un OGGETTO, ecco che allora si capisce l’equivoco di fondo: “Con la Magia, io voglio quell’oggetto!…quanto mi costa?…siamo sicuri di farcela?….”

In questi casi, se si è sfortunati, si finisce nelle mani di qualcuno disposto ad assecondare questi deliri alla lettera:

1) il ciarlatano, delirante a sua volta, ossia colui che anzittutto ha già abbondantemente ingannato sè stesso da non rendersi nemmeno conto di farlo a sua volta agli altri. “Ciarlatano” viene da “ciarlare”, parlare e parlare senza alcun riscontro sui fatti di quanto si va blaterando. Le promesse del ciarlatano sono assolute e garantite sempre, grazie al puro delirio di onnipotenza dello stesso.

2) il truffatore; in questo caso ci si imbatte in un individuo che sa bleffare e truccare con maestria sapendo egli stesso di saperlo fare e di vantarsi con sè stesso e con altri di queste capacità (ce ne sono in TUTTE le professioni)

Entrambi queste categorie di, chiamamoli così,”operatori” hanno in comune qualcosa che al richiedente ignaro interessa molto:l’assicurazione immediata che le proprie sofferenze stanno per finire e in tempi rapidi.

Affermo, quindi, senza ombra di equivoco, che chi opera realmente in Magia e da quasi 25 anni come il sottoscritto, non può prestarsi a farsi a sua volta abbindolare da queste domande malposte. L’unica verità è che quando siamo alle prese con un problema, soprattutto con un problema sentimentale, soffriamo e la sofferenza fa parte della vita. Non va bene quando la sofferenza si ripete ossessivamente senza portare mai alcun tipo di cambiamento dando la sensazione ottusa e terribile che si rimarrà prigionieri per sempre dello stesso tipo di problema. Allora il proprio problema diviene un’ ipoteca esistenziale, un blocco spaventoso, un buco nero da cui si teme di non uscirne più. Oppure si tira a campare con la sensazione di aver perso per sempre una grande possibilità per essere felici, forse l’unica e quindi irripetibile.

In questi casi la Magia può venirci in soccorso, come? Semplicemente facendo intervenire un AUTENTICO RITUALISTA che non sia nè un ciarlatano, nè un truffatore.

Il problema è riconoscerlo. Eccovi allora alcuni suggerimenti per poterlo fare:

1) un autentico ritualista è una persona tranquilla e centrata in sè stessa; non farà MAI, assolutamente NIENTE, per convincervi ad intervenire magicamente. Vi ascolterà con attenzione e certamente con partecipazione e un volta che le chiederete se ne vale la pena, lui potrà rispondervi che ce la metterà tutta per raggiungere esattamente quel tipo di obiettivo che vi siete prefissati;

2) un autentico ritualista trasmette qualcosa, sia incontrandolo di persona che sentendo la sua voce al telefono, per il semplice motivo che egli con la Magia si è certamente realizzato. Appare appagato di sè stesso e in sè stesso perchè lo è realmente, ha provato infatti su SE’ STESSO gli immensi benefici dei propri rituali e SA di che cosa sta parlando. Egli INFORMA, mai convince perchè anzittutto non è nella sua natura di liberato in vita convincere nessuno di niente, inoltre perchè SA che nella Vita è tutto un tentativo, fatto col massimo dell’impegno e degli sforzi possibili, ma sempre un tentativo. Un autentico ritualista è un fedele servitore delle Forze della Natura e sa che queste Forze gli sono messe a disposizione grazie all’utilizzo dei suoi rituali, perchè egli rispetta profondamente la Vita e il Destino.

3) un autentico ritualista è un individuo che ha annullato totalmente il proprio Ego (vero nemico di tutte le operazioni magiche autentiche e benefiche, direi il Diavolo stesso)  non si sognerà MAI di certificare i propri risultati con “testimonianze” presunte vere o inventate, per ragioni di marketing, da sè stesso. Questo atteggiamento è non solo totalmente estraneo alla sua natura, ma del tutto inutile perchè egli, nel suo intimo, è stato TESTIMONE CERTO dei risultati raggiunti. Questo lo sanno sicuramente i suoi clienti con il passa-parola, ma lo sa anzittutto lui stesso.

4) trovare un autentico ritualista è il vero problema perchè ce ne sono e ce ne sono sempre stati  pochi e questa è un’attività non esattamente alla portata di tutti. Un individuo che può permettersi il lusso di vivere continuativamente e nel corso degli anni, (direi di tutta una vita), facendo rituali tutti i giorni non è un individuo comune. Entrano in gioco molti fattori quali la predestinazione, la vocazione, la realizzazione del Sè profondo e tutto ciò non è alla portata di tutti. Inoltre non tutti ritualisti possiedono capacità tecniche identiche perchè questi poteri fanno certamente parte della Volontà del ritualista e del suo stile di vita, ma sono anzittutto dei DONI. Quindi in questo caso poter sperare di imbattersi in un RITUALISTA AUTENTICO rimane il fattore principale, sebbene io lo elenchi come ultimo.

 

In tutti questi lunghi anni di ininterrotta attività ritualistica, il lavoro non mi è mai mancato. Sono stato consultato da moltissimi, ma solo in pochi scattava una scintilla per cui SENTIVANO  di delegarmi a fare cicli di rituali che andavano da un minimo di 30 giorni a un massimo di 90. Io mi limitavo ad informare e a far capire quanto ho descritto sopra. Nel loro inconscio sentire avvertivano una sensazione netta di potersi fidare fortemente di me e di poter utilizzare le mie capacità per risolvere il loro problema. NESSUNO DI LORO E’ MAI STATO DA ME ABBANDONATO. Per moltissimi di questi si è raggiunta la piena realizzazione di quanto volevano, per TUTTI c’è stata la liberazione dall’incubo o dall’ipoteca esistenziale che il problema aveva creato nelle loro vite. Tutti mi portano nel loro cuore con un infinito senso di riconoscenza. QUESTO per me rappresenta il più Grande Risultato.

Ma per un autentico ritualista che vive in silenzio e in preghiera, in reverente sintonia con le Forze della Natura (che anticamente si chiamavano DEI e sono eternamente Divinità), questo è SEMPRE il risultato raggiunto.

Non può essere diversamente perchè così dev’essere.


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