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L’attività di “mago” si inquadra nel mestiere di ciarlatano…

Non mi è mai capitato, se non per incisi e comunque per brevi accenni, di fare particolari considerazioni sul fenomeno della magia in Italia inteso come truffa e come una serie di altri reati che vanno dalla “circonvenzione di incapace” all’estorsione, dal ricatto alla violenza sessuale, dalla diffusione di sostanze stupefacenti all’esercizio abusivo della professione medica e chi più ne ha più ne metta. Si direbbe anzi, considerando gli articoli di cronaca dei giornali e i servizi dei telegiornali, che la parola “mago” sia addirittura sinonimo  della parola “truffatore”, se non di qualcosa di peggio. Per esempio, lo stesso termine “Tarocchi” che si perde nella notte dei tempi, in quanto complesso ed elaborato sistema di simboli -studiato da molti importanti filosofi e pensatori della storia- oggi come oggi è divenuto sinonimo di “manomissione fraudolenta”, “fregatura concertata”, “sistema sottile per far fesso qualcuno” o nell’evenienza meno drammatica, “articolo non originale”, “non vero”, “taroccato” appunto…..Per uno come me che ha studiato da decenni il complesso simbolismo dei Tarocchi sentire utilizzare questa nobile parola intrisa di Conoscenza, Sapienza e Saggezza così tanto a sproposito mi porta a fare alcune considerazioni.

Non avrei mai pensato, man mano che mi infiammavo da giovane studente universitario leggendo gli scritti di C. G. Jung e successivamente quelli dei Grandi Iniziati e degli Adepti sulla Magia, sull’Alchimia e sui Tarocchi, non avrei mai immaginato che passando, per così dire, dalla teoria alla pratica andassi dritto dritto a finire in un bell’ambientino fatto di tutt’altro: pressappochismo, superficialità, truffa, raggiro, imbroglio, delirio, volgarità e via dicendo. Ero certamente a conoscenza del fatto che individui privi di scrupoli tentassero l’attività di mago con il preciso intento di fare soldi a palate raggirando il prossimo. Non mi sembrava però particolarmente influente, anche perché se si vuol considerare una persona un “ciarlatano” non è indispensabile fare studi su studi, test e chissà cosa, è sufficiente ascoltarlo parlare e osservare attentamente il suo volto quando parla: ci si accorge insomma subito, che un soggetto che si esprime quasi sempre in un italiano alquanto incerto e sgrammaticato e si abbandona a deliri di autoesaltazione che fanno sbellicare dal ridere, non può avere assolutamente niente a che fare con la Magia intesa come Conoscenza, Studio e Sapienza tramandata.

Eppure non esiste campo lavorativo dove si è deciso di fare generalizzazioni così massive come in questo.

Ho conosciuto personalmente operatori di altre professioni (psicologi, medici, avvocati, dentisti, venditori d’auto, ecc.) che andrebbero evitati come la peste se si ama la vita e non si vuol fare una brutta fine. Io li ho evitati; ma non mi sono mai sognato, conoscendo per esempio certi psicologi assolutamente inadatti (nonostante laurea e iscrizione all’albo) a entrare in empatia con una persona con grandi disagi esistenziali, non mi sono mai sognato di prendermela con Freud o con i mille fondatori storici di scuole psicoterapeutiche. Erano inadatti e basta, solo che costoro non lo sapevano e continuavano a svolgere la professione con grande insuccesso per i risultati conseguiti con i loro pazienti, sebbene tranquilli all’ombra dell’albo che li protegge. Lo stesso dicasi per i venditori d’auto: mi è capitato di acquistare un’auto usata supergarantita che poi si è rivelata un pessimo affare; bene, non me la sono certo presa con tutti i venditori d’auto dando loro dei delinquenti e dei truffaldini, ma ho messo anzitutto in discussione me stesso, vero e unico responsabile dell’acquisto. Potrei continuare all’infinito, spuntando le professioni una per una, ma volendo essere sintetico ricordo solo le numerosissime persone che hanno letteralmente disintegrato interi patrimoni, come si dice, “mettendosi nelle mani di avvocati”. Dove sta lo scandalo? Chi fa l’avvocato è qualcuno che “rovina la gente”? Sarebbe alquanto infantile oltre che completamente sciocco pensare qualcosa del genere, eppure esperienze negative anche in questo campo si contano a migliaia.

Altro fenomeno saltato recentemente agli occhi della cronaca, è il gioco del lotto. Moltissime persone sono letteralmente andate sul lastrico, nel rincorrere con puntate enormi di danaro, i cosiddetti numeri ritardatari. Più di qualcuno si è suicidato e in un recente e agghiacciante “raptus della follia”, (formuletta facile facile che non spiega niente…) un tale avrebbe sterminato tutta la sua famiglia e poi si sarebbe suicidato poiché aveva contratto grossi debiti giocando al lotto.

Qui parliamo di un’attività più che lecita, il “banco” è lo Stato stesso che sponsorizza e promuove con pubblicità precise il gioco del lotto i cui proventi vengono utilizzati per il restauro e il recupero del patrimonio artistico nazionale. Ottima e nobile causa. Ma chi può mettere sotto processo lo Stato e i ricevitori del lotto se qualcuno (e sono a migliaia) decide di suicidarsi finanziariamente e/o fisicamente puntando enormi quantità di danaro? Bisognerebbe accogliere l’invito di un lettore di un giornale che suggeriva di apporre sulla ricevuta della giocata gli stessi inquietanti avvisi che compaiono sui pacchetti di sigarette, come “Attenzione, continuando a giocare al lotto potrai finire in rovina e perdere le tue facoltà mentali”? Si deve agire così? Con continui avvisi, ammonimenti e forse ricatti? Certo l’avviso è preferibile alla proibizione assoluta, ma non può esistere una soluzione laddove deliberatamente si distorce il concetto di libertà. Ciononostante nessuno dà del “truffaldino” o del “raggiratore” allo Stato che pare riesca con i proventi annui del lotto a realizzare quasi una manovra finanziaria su larga scala.

Altra obiezione che viene mossa alla Magia –qualora si accantonino momentaneamente gli evidenti “operatori di truffa”- è che non è “scientifica”, non sarebbe insomma verificabile e controllabile come per esempio la fisica, la chimica, la medicina, ecc. Con questa obiezione si sprofonda completamente nell’Ignoranza più becera finendo con l’assomigliare, da detrattori, agli stessi ignoranti “operatori di truffa” ferocemente criticati.

Persone che non hanno mai aperto un libro di Giuliano Kremmerz, di Eliphas Levi, di Paracelso, di Aleister Crowley, di Dion Fortune e di numerosissimi altri autori, che non sanno niente di Cabala e di simbolismo, che ignorano anche solo i titoli dei capolavori editoriali dell’Arte Ermetica, bene, questi signori partono già con una condanna ancora prima di sapere, di conoscere che cosa condannano con tanta facilità. In questo, a mio parere, esiste un pericolo ancora maggiore dell’ignorante che spilla quattrini al prossimo con i propri deliri di onnipotenza. Qui entra in gioco qualcosa che è successo molte, moltissime volte nel corso della Storia ed è costato stragi, sangue, persecuzioni e morte.

Non riuscirei mai a difendere qualcuno che ha raggirato una persona che vive un momento di difficoltà esistenziale per spillargli molto danaro; costui mi sembra patetico e idiota per due motivi: 1) perché si prostituisce pur di “appagare” le proprie incontrollabili brame di volgare guadagno economico (già solo per questo NON può essere un Iniziato) 2) perché perde la grande possibilità che il Destino gli dona ed è quella data dalla fiducia incondizionata che offre una persona che vuole essere aiutata. Questi personaggi si condannano da soli, consegnandosi per molte vite all’inganno stesso che procurano al loro prossimo, e questo è senz’altro deprecabile. Ma di coloro che condannano senza sapere, senza disporsi al cambiamento di atteggiamento mentale, di questi che cosa si deve pensare? Francamente io li trovo inquietanti molto più dei truffatori che posso evitare facendo appello al buon senso. Appare invece un po’ preoccupante la possibilità di riprendere –come tante volte è tragicamente successo nel corso dei secoli- a controllare, perseguitare non coloro che, in fragranza di reato, facevano ben altro che non umilmente studiare e aiutare il prossimo, ma coloro che in quanto “contaminati” dal magico, inteso come sinonimo di truffa, vengono raggiunti dagli stessi sistemi.

Faccio ora qualche riferimento alla mia attività pratica che nel 2005 ha conosciuto il ventesimo anno di attività. In tutto questo lasso di tempo non mi sono MAI imbattuto in qualcuno che si sentisse da me truffato; direi che la cosa, per quanto mi riguarda, è impossibile per un unico, principale motivo: non ho MAI convinto qualcuno a intraprendere una serie di operazioni magiche e non ho mai cercato di convincere qualcuno che con la Magia si potessero risolvere tutti i problemi dell’umanità. In questo senso ho deluso, e continuo ancora a deludere, alcune persone. Quali? Tutti coloro (e sono legioni) che si avvicinano alla Magia con la pretesa di ottenere “a tutti i costi, costi quel che costi” quello che desiderano, che hanno raggiunto un livello di tale disperazione che però non viene minimamente scalfito dalla possibilità di mettere in discussione sé stessi per ridimensionare il loro punto di vista. Queste persone sono infatti rimaste deluse dal sottoscritto, credevano che per il fatto che si disponesse di un grande potere magico si potesse, “pagando”, dare una ragione alle proprie follie.

Non sono abituato a fare statistiche sul mio lavoro di ritualista, ma mi è capitato con maggiore frequenza di rifiutare piuttosto che accettare richieste di intervento di risoluzione di problemi con la Magia. Questo non per capriccio personale e meno che mai perché non fossi pronto a prendermi (come faccio sempre) grosse responsabilità nel mettere a cimento le mie capacità e la mia esperienza professionale, ma perché non vedevo da parte della persona che mi consultava quella che ritengo essere l’unica condizione assolutamente imprescindibile e che deciderà della possibilità di intervenire magicamente e di realizzare un successo: sapere che cosa si sta facendo e in che modo si possono aspettare i risultati. Più semplicemente, è mia abitudine prima di intraprendere un lungo lavoro magico quello di informare chi mi consulta di tutti gli aspetti negativi, delle problematiche a cui si può andare incontro e, da ultimo, la possibilità che non si riesca ad ottenere esattamente quello che ci si prefigge. Si obietterà: ma allora perché operare?

E’ la domanda di un “debole” e di chi non ha una mente dotata di ampiezza. Non credo che con questo dubbio si possa fare niente, ma assolutamente niente nella vita.

In medicina si parla, secondo statistiche siglate dagli stessi medici, che si ottiene la guarigione nel 35% dei casi; gli avvocati eticamente corretti elencano al proprio cliente quello che si possono aspettare dalla causa (tentata o subita),dalla benevolenza o dalla severità del giudice che arbitrerà l’udienza ed emetterà il verdetto, nonché di numerosi altri fattori. Vorrei quindi imitare anch’io il “debole” dicendo: perché curarsi? Perché sperare di ottenere giustizia? Ma è un pensiero che nemmeno si configura nella mia anima antica abituata ad accettare il Trionfo proprio perché l’altra faccia della Sconfitta; non riuscirei ad accendere una candela,a fumigare l’incenso e a pronunciare una formula se sapessi che potrei fallire e che quindi non ne sarebbe valsa la pena. Chi opera in Magia, in quella autentica, queste cose le sa. Ma fallirei anche adottando l’atteggiamento opposto improntato a eccessiva fiducia in me stesso fino a sconfinare in una iper-presunzione del farcela a tutti i costi. Anche questo sarebbe fallimentare e con maggior giustezza dato che l’atteggiamento di chi vuole cambiare magicamente le cose in natura contempla il rispetto della Legge che governa tutto ciò che è. Ci si avvicina insomma alla Magia pratica con l’atteggiamento umile, di fiducia, costruttiva e di ottimismo (questo sia per chi opera che per il richiedente). A queste condizioni ho realizzato la maggior parte dei miei successi magici e comunque sempre è avvenuto (anche quando non c’erano presupposti su cui impiantare l’azione magica) un ridimensionamento benefico e radicale.

Avviandomi alla conclusione, ribadisco che bisogna prestare un po’ di attenzione quando si vuole a tutti costi perseguire la giustizia e punire i malfattori. Ci lasciamo alle spalle secoli bui in cui le condanne a morte erano la regola su reati che oggi vengono trattati con molta tolleranza se non addirittura aboliti. La forza di uno Stato di diritto è che garantisca la libertà di tutti i cittadini nessuno escluso e, sebbene possa sembrare folle, credo che esista una libertà anche nel rovinarsi con le proprie mani (p. es. i milioni di alcolizzati che frequentano bar e acquistano alcolici decidendo così di minare seriamente la propria salute) senza che qualche prete o politico o affine intervenga nel dire ciò che è bene fare e ciò che non lo è. Personalmente sono convinto, per esperienza diretta, che gli errori siano determinanti nella crescita armonica e piena della personalità. In base ad essi possiamo divenire più forti e più saggi, ma al contempo mi chiedo anche che alcuni cosiddetti operatori dell’occulto non avrebbero nemmeno bisogno di “avvisi” se venissero guardati con occhi privi di pregiudizio.

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