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La Tartaruga

Considerazione sulla vanità e la meschinità dell’apparire e sul prodigio dell’Essere.

 

Molte volte mi è stato chiesto come mai, nonostante le mie conoscenze nel campo della Magia e le mie doti di affabulatore e conversatore, non avessi chiesto di partecipare a dei talk shows televisivi. Una volta fui addirittura invitato espressamente da un noto programma della Rai e, sebbene avessi accettato a malincuore, all’ultimo minuto, gli autori cambiarono il palinsesto e sostituirono l’argomento di quella trasmissione con un altro. Ne fui molto lieto perchè anche solo l’idea di dovermi spostare con treni e auto per presenziare a delle trasmissioni televisive mi risultava e mi risulta oltremodo gravoso e penoso. Tutto ciò per varie ragioni: anzitutto perchè in Magia, dopo 26 anni di attività ininterrotta di ritualista (rif. Anno 2012), si è radicata in me un assenza pressoché totale di “parlare” di Magia. Se vado a ritroso negli anni, mi accorgo che parlavo più facilmente di Magia quando la praticavo poco o proprio per niente.
Questo è un po’ la tendenza generale di tutti coloro che parlano di Magia….ne possono “parlare”, “dibattere” e godere nel titillarsi la lingua assolvendo alla sempre più diffusa mania coatta di dover parlare e dibattere e  soprattutto controdibattere su qualsiasi cosa. Le nostre tv vomitano di continuo talk show, a tutte le ore del giorno e della notte, dove le più svariate persone esprimono opinioni, anzi  urlano opinioni, meglio se condite con qualche insulto o sceneggiata in diretta che alzi il livello dell’auditel. Fortunatamente esiste un comodo telecomando che ci permette di zittire questi tsunami di deliri.
Penso che negli ultimi decenni il protagonismo che si ricerca, tramite l’apparizione del mezzo televisivo, dia, per così dire, una “giustificazione d’identità”; se appari in tv esisti, altrimenti no o non ancora. Casualmente mi è capitato di visionare di sfuggita la biografia di qualche mago in internet che, a riprova delle proprie capacità citava le sue apparizioni in tv con tanto di inserti filmati; non importa se poi nel corso delle trasmissioni veniva denigrato e preso in giro da tutti offrendosi involontariamente (o forse anche volontariamente) a ricoprire il ruolo di “macchietta”, l’importante per lui era ”esserci”.

 
Ciò è perfettamente in linea con i tempi che stiamo vivendo e soprattutto sulla falsa idea che ci facciamo di maghi e magia.

So che qualcuno che mi conosce sorriderà sarcastico nel leggere queste righe perchè citerà, a mia smentita, il fatto che per ben due anni anch’io sia apparso in televisione e per di più su una grossa tv commerciale. Ho descritto diffusamente questa mia esperienza nell’articolo (presente in questo sito) “I Forzàti dell’Etere” e si trattò per me niente di più che di una scommessa vinta, dal momento che molti credevano che non andassi in diretta tv per motivi di timidezza e di snobismo. Fu un’esperienza indubbiamente importante e ne venni premiato da un notevole successo di pubblico che non aveva mai visto parlare qualcuno di Magia in tv così come lo faccio io.
Nell’ultima puntata decisi di andare in onda senza proferire alcuna parola mentre scorrevano sullo schermo delle citazioni di Maestri della Tradizione Esoterica e in sottofondo si udiva lo struggente “Adagio” tratto dal quartetto n. 1 di Samuel Barber. Decisi di fare una trasmissione in totale silenzio sia per purificare un po’ l’etere dal pattume  che è onnipresente a tutti i livelli e sia per trasmettere il vero significato del termine “occulto”.
Una piccola molecola di puro silenzio e di luce, nell’immenso fango del rumore e del vano protagonismo.
Fu QUELLA anche l’occasione più importante in cui spiegai che cos’ero realmente capace di fare con la Magia…..scendere nella profondità dell’Essere dove regna un totale Silenzio….

Concludo questo breve articolo con una storia che riguarda il mistico taoista Chang Tzu e io ve la riporto così com’è stata tramandata e scritta:

Chuang Tzu stava pescando con la sua canna di bambù nel fiume Pu.

Il principe di Chu inviò due ufficiali con un documento formale: “Con  la presente, noi ti dichiariamo Primo Ministro”.

Chuang Tzu continuò a tenere la canna di bambù e a fissare il fiume Pu. Disse: “Mi hanno raccontato che sull’altare del tempio in uno scrigno prezioso, da tremila anni, c’è una tartaruga sacra venerata dal principe e avvolta nella seta. Qual’è la vostra opinione: è meglio rinunciare alla propria vita e lasciare un guscio sacro che per tremila anni viene venerato dentro una nuvola di incenso, oppure vivere come una qualsiasi tartaruga che trascina la coda nel fango?”.

“Per la tartaruga” disse l’ufficiale “è meglio vivere e trascinare la coda nel fango!”

“Andatevene a casa!” disse Chuang Tzu. “Lasciatemi qui a trascinare la mia coda nel fango.”

Come Chuang Tzu condivido le gioie e le estasi di essere nascosto e occulto all’apparire agli altri.

Come Chuang Tzu mi assale un’apatia e una demotivazione totali nel convincere qualcuno dell’efficacia della Magia.
C’è solo appena questo sito, che riflette il mio essere, ed è destinato ad attirare i pochi disposti al risveglio e alla consapevolezza e ad allontanare tutti gli altri che sono troppo narcotizzati da false idee e da preconcetti (soprattutto in Magia).
Solo la Pura Realtà compie prodigi, mentre, immersi con la coda del fango come una vivente tartaruga, le nuvole sopra le nostre teste si dissolvono per consegnarci un cielo limpido e infinito verso il quale i nostri occhi sono attratti e si lasciano così invadere dalla beatitudine del Presente.

 

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