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IL DIAVOLO parte 2

Analizzerò ora l’aspetto legato al danaro.

Questa carta rivela una caratteristica molto precisa: o il soggetto dell’arcano XV (il Diavolo) domina e possiede o altrimenti vale il contrario, sembrano purtroppo non esserci vie di mezzo.

E’ una figura alquanto potente che elabora l’energia “a tutta forza”, senza mai fermarsi ed è quindi alquanto difficile, se non impossibile scendere sul terreno dello scontro sperando di spuntarla; inoltre risulterebbe, nell’eventualità di una vittoria di rovescio di dominio sul diavolo, uno spreco imperdonabile di un’energia comunque preziosa e utilissima per il sostentamento materiale.

Cerchiamo di tradurre quanto detto riferendoci all’aspetto della nostra vita quotidiana.

Generalmente rispetto al danaro si possono avere atteggiamenti di adorazione e di totale possessione (persone che credono che il danaro sia tutto, sia che ce l’abbiano sia che non ce l’abbiano) oppure di distacco e di rinuncia totale.

Nell’uno e nell’altro caso, se si acuisce l’analisi, si vede che non c’è molta differenza.

Il Diavolo, infatti, esercita tutto il suo diabolico potere su coloro che possiede attraverso l’attaccamento ossessivo alle cose materiali, su coloro che sognano la felicità sempre e solo attraverso i soldi (non godendo del miracolo stesso di essere in vita) e su coloro che terrorizzati al solo venire a contatto col danaro, se ne stanno alla larga atteggiandosi a (finti) virtuosi.

In definitiva, questo potente arcano è attivo sia quando possiede in maniera chiara ed inequivocabile, nella sua presenza (l’arrivista che pensa che “la vita è danaro” e dedica ogni ora della sua preziosa vita ad accumulare ricchezze che un giorno dovrà lasciare), sia in colui che lo rifugge per paura, quindi nella sua assenza (la persona che trema alla vista di una banconota temendo di “sporcare” la sua presunta trasparenza di intenti e di onestà).

L’unico modo per far sì che questo Arcano misterioso dei Tarocchi svolga la sua azione in modo positivo e stimolante consiste nel dargli il GIUSTO riconoscimento che gli spetta.

Considerare il danaro come un prezioso mezzo di sostentamento e che ci permette di realizzare concretamente i nostri obiettivi conducendo una vita dignitosa e prospera. Riconoscergli quindi il potere che gli è proprio senza consegnargli l’anima (di cui non necessita essendo egli il Signore della Materia e quindi dei nostri corpi, come abbiamo visto nell’aspetto sessuale della prima parte) e nemmeno offendendolo con inutili esorcismi di Rinuncia e di Povertà che nella maggior parte dei casi rivelano una “possessione al negativo”, cioè un pensiero ossessivo del danaro nel bramarlo rimuoverlo, sognarlo e negarlo.