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Il buon cliente e il cattivo cliente

Quando si pensa a un’attività commerciale, il buono e il cattivo cliente generalmente viene inquadrato in quell’utente che è anzitutto privo di grosse problematiche economiche, incline a spendere con una certa facilità il danaro (o per incuria o per scelta) e sufficientemente arreso al convincimento di chi gli vuole propinare la vendita di un prodotto.

In Magia, almeno per quello che mi riguarda, le cose vanno in modo completamente diverso.

E’ vero che trattandosi di un contratto tra operatore e cliente esiste senz’altro una condizione preliminare basata sul danaro e io ho sempre sostenuto che questa condizione deve venire prima e anzitutto a tutela del cliente. Ho già spiegato i disastrosi danni, a livello psicologico e dell’incolumità dell’anima, quando, in questo delicato settore, entrano in gioco supposte “beneficenze” o la pretesa di svolgere bene il proprio lavoro e di non essere un ciarlatano perché “non lo si fa per soldi” (vedasi il mio articolo “Del perchè mi faccio pagare per le mie prestazioni professionali”)

Il danaro rientra in un prerequisito essenziale che però ha carattere unicamente strumentale, visto che la nostra civiltà ha abbandonato il sistema del baratto alcuni millenni fa e nessuno si presenterebbe alla cassa di un centro commerciale pretendendo di non pagare perché “bisognoso”.

Inoltre, tutte le operazioni magiche hanno sempre comportato un COSTO, nel senso che la regola del “non si dà niente per senza niente” in Magia non esiste.

Destinare una somma di danaro per un problema considerato di difficile o impossibile risoluzione e voler venire comunque a capo di una situazione di stallo e di sofferenza che si protrae da tempo, è qualcosa di assolutamente normale.

Se nel Medioevo i patti diabolici prevedevano come “prezzo” appena appena l’Anima, cioè l’ESSENZA STESSA UNICA E IRRIPETIBILE DI UNA PERSONA, oggi che viviamo in un’epoca in cui il concetto di “Anima” farebbe sorridere chiunque, (come qualcosa di poetico o oggetto di fantasia), parlare di danaro rientra a pieno titolo nell’epoca del consumismo che stiamo vivendo e cioè: usando danaro posso comprare qualsiasi cosa, oggetto o prestazione, e in quel preciso momento divenire un “fruitore”, un “utente”, un “consumatore” appunto.

Visitando questo sito e leggendo gli articoli in esso contenuti, si diviene informati e consapevoli che una vera e autentica Magia (proprio perché Vera e Autentica) non può garantire in modo automatico le condizioni esistenti nella piazza del mercato e del libero consumo.

E quindi l’utilizzo del danaro ha una motivazione completamente diversa qualora si decida di far lavorare un ritualista e sostenerne i costi nel tempo.

 

Premesso questo, non è solo il danaro, e l’uso consapevole o disperato che se ne fa, a far distinguere il buono e il cattivo cliente. Se dovessi citare una condizione importante per stabilire chi sia il buono e il cattivo cliente, direi che la condizione assolutamente indispensabile e il prerequisito fortemente richiesto da me è anzitutto questo: LA CONSAPEVOLEZZA.

Quando si decide di intraprendere un lavoro magico con un autentico ritualista, quasi mai si capisce che cosa si sta per fare. Ciò è dovuto fondamentalmente alla mancanza di informazione sui contenuti dell’autentica Magia, ma soprattutto dalla totale ignoranza e completa disinformazione dovuta a quello che si crede di “sapere” in termini di Magia. I mass media in questo senso (sostituendosi evidentemente all’estinta Santa Inquisizione) danno diligentemente, quasi ogni giorno, un notevole contributo equiparando, con una monotonia che induce nausea e disgusto, Magia=Setta Satanica quando va male e Magia=Truffa Sofisticata quando va bene.

Ogni volta che una persona si rivolge a me e mi chiede di intervenire magicamente rimane sempre molto stupito da quello che legge dai miei articoli (se li legge) e ancora di più quando mi sente parlare. In pochi minuti il suo stupore aumenta verificando come io anzitutto non faccia assolutamente niente per convincere a intervenire magicamente (anzi, il più delle volte dissuado a farlo). In secondo luogo elenco tutti gli elementi negativi (che vanno calcolati in anticipo) presenti nella situazione e tutti gli elementi comunque oggettivi e impossibili a cambiarsi (come il rispetto del libero arbitrio su cui si interviene, il debito karmico, il destino esistenziale di tutta la prova, ecc.) che rendono la Magia comunque e sempre una Magia Benefica e Positiva, che rispetta la Legge di tutto ciò che è vivo. Infine spiego in che cosa consista il lavoro (i cicli di interventi, il loro numero, gli interventi con le fasi lunari, ecc.) perché sono sempre tante le persona che si aspettano pupazzi infilzati da spilloni, o pacchettini con terra di cimitero, o indumenti intimi trattati magicamente, o intrugli da bere o da far bere, e infinite altre aberrazioni.

A queste condizioni il “Buon Cliente” è colui che ha capito quanto prima non immaginava nemmeno esistesse e si sente autonomamente motivato a iniziare un lavoro magico che può impegnare il ritualista per solo un mese o anche per tre in certi casi, sempre su richiesta del cliente, anche di più. Preciso subito che in 26 anni di attività continua di ritualista (anno dellastesura di questo articolo: 2011), non ho mai visto qualcuno che volesse farmi continuare i lavori perchè spinto dalla disperazione e non realizzando mai il benchè minimo risultato.

Nessuno è disposto a spendere del danaro perché disperato, almeno non con me.

 

Il “cattivo cliente” invece è anzitutto colui che soffre talmente tanto, o meglio, si lascia così tanto possedere dalla sofferenza da non riuscire a capire nemmeno quello che scrivo e che dico.

Costui è totalmente e ossessivamente proiettato sulla “risoluzione del caso” e su niente altro.

Io ho sempre molto rispetto della Sofferenza, perché essa è l’unico elemento capace di trasformarci e di renderci più profondi e sensibili. In certi casi però l’irrigidimento della persona verso la sofferenza stessa rende le cose molto difficili e spiegarsi non è per niente facile. Mi è capitato di incontrare persone che, tra le lacrime, mi scongiuravano di intervenire magicamente, ma io rimanevo fermo nel non volerlo fare perché non vedevo dall’altra parte alcuna consapevolezza su quello che si sarebbe deciso di fare. Normalmente non cedo mai, però qualche volta mi è capitato e puntualmente me ne sono pentito. In questo caso scoprivo facilmente il “cattivo cliente” in una persona che passava, in capo a tre mesi, da un’adorazione fanatica del dottor Rocco (peraltro assolutamente non richiesta e meno che mai gradita) a un’avversione totale. Normalmente questi soggetti si allontanano da soli e sono liberi di continuare il loro delirio di impotenza e di lamenti con chi gli pare, ma è per questa ragione che con scarsa frequenza accetto lavori magici da parte di simili soggetti. Molte volte vedo negli occhi di chi mi ascolta (o anche solo una voce al telefono) che non si è capito nulla di quanto vado spiegando a lungo e diffusamente, nonché del tutto gratuitamente. Sì, gratuitamente perché le ore che a volte sono necessarie per spiegare queste cose non richiedono compenso, e soprattutto non sono spese con l’obiettivo di convincere qualcuno a intervenire magicamente, ma solo ad informarlo in modo corretto ed esaustivo. Pur essendo il mio tempo alquanto prezioso (visto che non ho aiutanti a cui far fare i rituali), rifiuto cortesemente e questo ha comportato, negli anni, la creazione di una sorta di “Griglia” o “Filtro” invisibili che non permettono assolutamente e in nessun possibile contesto casi di truffa, raggiro o imbroglio verso l’inconsapevole utente e a me di far fare lavori totalmente inutili.

 

Ho sempre pensato che il cliente che mi fa intervenire magicamente sia spinto da una Fatalità Positiva, dal Destino stesso e proprio per questa ragione ho cercato in ogni modo di PURIFICARE il contesto da qualsiasi componente estranea come l’aspettativa economica legata al guadagno economico, il delirio di onnipotenza di voler dimostrare chissà cosa e a chicchessia utilizzando la Magia (basterebbe già solo questo per capire che non ci si trova davanti a un autentico ritualista e magista!), il protagonismo nel voler fare l’esatto contrario di quanto la Tradizione Occulta ha sempre insegnato: Sapere, Volere, Osare e …..TACERE.

Quando le condizioni sopradescritte sono rispettate dal cliente (da me stesso anche, ma esse sono talmente connaturate a ciò che SONO che non faccio alcuno sforzo), accade puntualmente un miracolo, anzi una serie continua di miracoli. Miracolo per qualcuno può sembrare una parola grossa, ma in realtà è il termine più calzante per descrivere la cascata di prodigi che la Vita riversa su chi si arrende con umiltà alla Vita stessa, pur accettandone le prove e le sofferenze relative.

Quando si viene da me è assolutamente indispensabile avere un atteggiamento di umiltà e di ricettività, non tanto e non solo nei miei confronti, ma soprattutto sulle conseguenze di quanto magicamente e ritualmente si andrà a fare nell’arco di mesi. In questo modo nessuno ha mai pensato né verificato che la Magia sia un’”illusione” o qualcosa di chimerico di cui poi ce ne si potrà pentire con comodo.

Io parlo soprattutto e anche per esperienza PERSONALE.

Cominciai tanti anni fa perché dubbioso e sfiduciato sull’efficacia della psicologia pur essendo io uno studente entusiasta di Freud, Reich e Jung. Provai la Magia su ME STESSO, senza dire niente a nessuno e anzi facendo di tutto per dissimulare il mio interesse pratico verso la stessa (cosa che faccio anche oggi, a cinquant’anni di età…). Quando verificai i risultati e soprattutto quando IMPARAI, dagli stessi risultati, a capire quanto fossero illusorie le spinte che mi agitavano e mi facevano soffrire, ebbene da allora non ho avuto più alcun dubbio sulla Magia. Non in senso fideistico, meno che mai fanatico, ma con la serena consapevolezza della conoscenza empirica e diretta. Questi ultime sono paroloni molto pesanti. In realtà l’esistenza della Magia si può “verificare” come l’esistenza sole che brilla alto nel cielo, sulle nostre teste, senza che nemmeno ce ne accorgiamo.

 

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