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I forzati dell’etere

Non esiste mezzo mediatico che sappia condizionare, plasmare e livellare le consapevolezze umane così radicalmente come la TV. Non esiste quindi persona, appartenente al mondo civilizzato e moderno, che non fruisca del prodotto televisivo.

Premetto subito che ho utilizzato, negli ultimi anni, un paio di grossi net-work televisivi per fare delle trasmissioni. Sono quindi anch’io “apparso”, tramite il tubo catodico, su questo elettrodomestico che ha modificato così radicalmente le abitudini dell’umanità fino al punto che non esiste mezzo mediatico che sappia condizionare, plasmare e livellare le consapevolezze umane così radicalmente come la TV. Non esiste quindi persona, appartenente al mondo civilizzato e moderno, che non fruisca del prodotto televisivo e anche nei conventi di clausura ormai -verificato personalmente- esiste un televisore, anche se indubbiamente poco usato.

Ho sempre criticato e disapprovato l’utilizzo di questo sistema pubblicitario per parlare di magia e per fare dei consulti “in diretta”. In tanti anni, facendo infatti, come tutti, zapping nelle ore morte di programmazione, mi sono imbattuto in centinaia di personaggi che reclamizzavano poteri magici, casi risolvibilissimi con le loro magie, predizioni portentose. Nel corso del tempo il fenomeno, però, si è andato un bel po’ ridimensionando. Da persone che si nascondevano sotto nomi altisonanti e fanta-esoterici si è passati a persone che si propongono (o si ripropongono) con un semplice nome di battesimo, il più comune possibile e magari non vero, come “Francesca”, “Antonio”, “Lorenzo”, “Sara”, “Pinco”, “Pallina”, ecc. ecc. Questo per contrastare il più possibile la rapida caduta dell’utenza a causa di continue truffe e raggiri

Così oggi quasi nessuno dei suddetti propone televisivamente di rivolgersi “telefonando al numero in sovraimpressione” prestazioni professionali a carattere magico; ormai tutti fanno leva sulla telefonìa a pagamento pubblicizzando numeri con i quali è possibile avere consulti, quasi sempre 24 ore su 24 (trattasi evidentemente di operatori con grossi problemi di insonnia), oppure numeri del lotto, (ovviamente supergarantiti come vincenti).

Forse pochi conoscono quanto sia esosa la spesa per chi si appresta a comparire due o tre ore la settimana su grossi net-work televisivi. Si possono raggiungere, in men che non si dica, spese oscillanti dalle 15.000 alle 50.000 Euro al mese! (tariffe anno 2003)…. Viene lecito chiedersi: se riescono a far fronte a queste cifre astronomiche, i “veggenti televisivi” dovranno necessariamente prenderne parecchi di soldi!?!…

Escludendo quelle persone stipendiate dai grossi Centri Servizi i quali impazzano in Italia disponendo di alcune centinaia di telefoniste casalinghe o telefonisti disoccupati che, standosene comodamente a casa, rispondono durante il giorno alle telefonate, vorrei fare alcune considerazioni su quegli operatori singoli che investono completamente su sé stessi, al punto da rischiare in prima persona gli effetti di sistemi pubblicitari così costosi.

Tutte queste trasmissioni televisive si assomigliano.
Al di là dell’effetto immediato dovuto al fatto che chi compare in una TV commerciale per il fatto stesso di apparire è egli stesso auto-promotore di un messaggio promozionale, al di là di questo ci sono altri aspetti ricorrenti in tutti questi personaggi. Costoro si prodigano nell’essere accattivanti, convincenti, esageratamente sorridenti, ma soprattutto parlano del proprio prodotto (consulti, numeri del lotto, acquisto di amuleti, ecc.) nello stesso identico modo di chi mostra batterie di pentole che una volta acquistate danno diritto a una quantità impressionante di regali, oppure all’immancabile e onnipresente elettrostimolatore che fa dimagrire stando sempre passivi e inerti sdraiati su un divano (a guardare, chissà perché, una TV accesa…), o all’acquisto di villette a schiera ancora da costruire, convenienti quanto l’acquisto di un monolocale, o ai gioielli che presentati tra le mani del tele-promotore e zoomati dalla telecamera sembrano più preziosi che visti di persona, ma anche tappeti, cucine componibili, quadri, oggetti d’antiquariato, aspirapolvere potentissimi, agenzie matrimoniali, prestiti finanziari in meno di un’ora, lingerie per casalinghe insoddisfatte, detergenti per l’auto, raccolta di vini pregiati, salotti e divani, mobili e brande con materassi anti-stress, insomma tutto, tutto e di tutto viene vomitato dallo schermo televisivo a ogni ora del giorno e della notte.

Per questa ragione, chiunque appaia nel monitor televisivo, anche senza volerlo, viene omologato a qualcuno che vuole invitarci a comprare qualcosa. Il commento generale che si fa all’apparire di un nuovo volto è infatti quasi sempre: “Questo che vende?…”.
Per questa ragione, in quasi un ventennio di attività come cartomante e ritualista, mi sono sempre tenuto lontano da questo tipo di pubblicità. Venivo contattato ogni anno da venditori di spazi pubblicitari su piccole e grandi TV private, ma rifiutavo.

Il mio rifiuto poggiava precisamente su due ragioni:
1) esibirmi indiscriminatamente su un monitor televisivo e capitare nelle case delle persone per il misterioso fenomeno dello “zapping” mi sembrava invadente e contrario comunque alla mia natura. Non possiedo un esibizionismo di quel tipo, mi sono sempre sentito bene a non essere “riconosciuto in pubblico”, ma soltanto da quelle persone che, tramite una seduta, avevano avuto la possibilità di verificare personalmente quanto vado facendo. Il mio stile di vita solitario mal s’addice al mettermi in piazza e le “piazze dell’etere televisivo” sono molto più frequentate di quelle di una grande città.
2) Molti miei clienti, capendo che il mio modo di lavorare si allontanava anni luce da quanto vedevano reclamizzato dai consueti maghi televisivi, mi chiedevano espressamente di fare comunque delle trasmissioni, non foss’altro per informare il pubblico della possibilità che gli stessi argomenti potessero essere visti anche sotto una luce completamente diversa. Nonostante questo, resistevo ai lusinganti inviti e mi limitavo ad apparire in “talk show” di qualche Tv locale, dove però apparivo in veste di esperto, cioè di “dottore in psicologia ed esoterista“, una pubblicità insomma molto discreta e voluta anche dal fatto che io non pagavo l’emittente che mi invitava e l’emittente non pagava me.
3) Valutando comunque ipoteticamente la possibilità di fare delle trasmissioni, le tariffe richieste dalle emittenti sono talmente alte e vertiginose che ero senz’altro convinto di evitare questo tipo di esperienza. Non fa parte del mio modo di lavorare investire grandi cifre ed entrare in quei classici tunnel da imprenditori, piccoli e grandi, per cui si fa in modo di correre e correre sotto la spinta del motto “il tempo è danaro”. Non dò al danaro che un valore strumentale e non ho mai permesso a me stesso di venire dominato da problemi o assilli o ansie di tipo economico.

Ma nella vita non bisogna mai arroccarsi su posizioni rigide perché si rischia di diventare fanatici dei propri punti di vista.

Comiciò così tutto come una scommessa, una battuta e una provocazione. Mia moglie facendo zapping mi chiamava ogni tanto per assistere a trasmissioni di cartomanti talmente esilaranti che tali soggetti potrebbero essere subito scritturati per un film comico o per un personaggio da cabaret alla “Zelig”. Mia moglie condivideva l’opinione di clienti e amici che mi spingevano a fare trasmissioni televisive e quindi sapeva altrettanto bene quanto fossi coriaceo e ostinato. Ma una sera, non so come, il discorso finì sul coraggio e sull’audacia nel poter fare un passo simile. Ecco allora che cominciai a considerare dentro me stesso di che natura fosse fatto il mio assoluto disprezzo dell’utilizzo della Tv per pubblicizzare il mio lavoro. Mi credevo il migliore, il più bravo, il più serio.

Snobbavo letteralmente i maghi televisivi e avevo creato addirittura una sorta di “regola aurea” per capire che chi fa realmente magia e divinazione “non è come quei cartomanti e maghi che si vedono in Tv”, così dicevo e dicevo quello che pensavo. In più, altro elemento di notevole orgoglio, sono conosciuto da tutti come dottore in psicologia, ci sono addirittura persone che ignorano totalmente che dal 1985 io abbia fatto magia e predizioni divinatorie e rimarrebbero sconcertati se qualcuno dicesse loro “Ma lo sai che il dott. Rocco è un…cartomante?…”

A questo andava aggiungendosi un’altra considerazione non priva di importanza: molte persone, anche quelle che dicevano a parole di disprezzare il personaggio televisivo di turno, alla fine, per l’immancabile situazione dolorosa che a tutti prima o poi è dato di provare, si rivolgevano essi stessi al mago truffaldino e poi venivano da me a lamentarsi di quanto fossero amareggiati e delusi e a descrivermi quella che io definisco l'”esperienza tipo” riassumibile con frasi come : “soffrivo troppo e ci sono cascato perché ho creduto a chi mi diceva che poteva essere risolto tutto con molta facilità”, “quando si sta tanto male ci si arrampica anche sugli specchi”, ecc. ecc.

Mi andavo chiedendo insomma se non fosse possibile fare una sorta di scommessa: usare il mezzo televisivo e al contemponon venirne usati

Così cominciai, con determinazione e, com’è mia natura, una volta che intraprendo una decisione, senza perdermi in dubbi.
Andai la prima volta in onda in diretta su un grosso network che si vede per quasi 3/4 d’Italia, da Bolzano ad Ancona. Parlavo, nella prima parte della trasmissione, per circa dieci minuti o un quarto d’ora, di un argomento preciso come l’amore, la divinazione e i Tarocchi, i prodigi dell’ascolto, il senso nascosto della sofferenza, la Magia come affermazione della Volontà, la felicità, l’uso intelligente dell’899, ecc. Tutti argomenti che improvvisavo al momento, parlando come ispirato e ignorando assolutamente mentre parlavo e, soprattutto anche prima di andare in onda, che cosa avrei detto al momento. Poi, una volta a casa, scrivevo le tracce di quanto improvvisavo in diretta Tv e da questi scritti sono nati gli articoli presenti in questo sito. Quando andavo in onda, provavo con mio stupore un senso di famigliarità come se avessi sempre fatto trasmissioni televisive. Non è, infatti, molto agevole rimanere concentrati e fare delle conferenze sui disagi della vita sotto fari accecanti e avendo come interlocutore l’occhio anonimo della lente della telecamera: nella migliore delle ipotesi si prova un senso di intontimento e si fatica a mantenere una concentrazione durevole. Utilizzavo così le trasmissioni per mettere a frutto quello che avevo imparato in tema di Volontà: attenzione, concentrazione e determinazione nell’imporre all’esterno, sulla massa degli stimoli fluttuanti, quanto si ha intenzione di fare. Era per me una sorta di verifica delle mie capacità apprese nella mia attività di ritualista.

L’esperimento funzionò e ancora sta funzionando. Molte persone mi contattavano perché incredule al sentire che argomenti ritenuti “strani” e comunque appartenenti al regno dell’irrazionale potessero essere esposti nel modo in cui facevo: sistemi in definitiva che permettono l’individuazione di sé stessi, riuscendo così ad utilizzare attivamente le proprie problematiche e sofferenze per poter acquisire consapevolezza e autonomia personale. Naturalmente immaginavo anche che non avrei avuto molto successo con quelle persone che per loro stessa natura utilizzano questi sistemi per poter ricevere le cosiddette “carezze psicologiche”, coloro i quali, in definitiva, vogliono sentirsi dire quello che desiderano che venga loro detto o, nella peggiore delle ipotesi, si narcotizzano con l’operatore privo di scrupoli che li porterà alla rovina e riuscire, così facendo, a trovare finalmente un capro espiatorio delle proprie impotenze e delle proprie miserie.

Ho verificato personalmente e più volte il prodigio della legge di sincronicità per cui una persona si imbatte con me, grazie al consueto fenomeno dello “zapping”, quasi per una sorta di fatalità positiva. Ho incontrato e sentito al telefono persone che mi avevano visto in Tv solo per pochi minuti e conquistati dalla mia capacità di essere semplice e non artefatto.
Insomma un’esperienza che si è dimostrata sostanzialmente positiva, ma che comunque non mi ha portato a preferire questo mezzo, la Tv appunto, come un mezzo privilegiato di autopresentazione. Dò alle mie trasmissioni lo stesso significato di messaggi chiusi in bottiglia e abbandonati all’immenso mare. Capiteranno al momento opportuno al giusto naufrago che tramite il messaggio ritroverà la via per ritornare a casa, per ritornare a sé stesso

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